40 – Molto non é mai abbastanza

40’anni.

E sentirmi come se ne avessi ancora 20, con quella voglia incontenibile di conoscere, capire, scoprire, vedere, imparare. Accorgersi che nel mondo sei nulla, ma per alcuni sei molto. Che sei cresciuto, cambiato, forse migliorato. 

Guardarsi allo specchio e non avere rimpianti, dirsi “farò di meglio”… E molto non è mai abbastanza.

Ritrovarmi su una carrozzina, ripensare a quante volte ho corso, quante sono caduto e poi rialzato. Sorridere ancora ed imparare a correre comunque, più di prima, per altre strade. 

Un tempo si pensava che mai un’automobile avrebbe potuto raggiunge i 300 Km orari e che mai l’uomo sarebbe riuscito a raggiungere la luna. Molte volte ci siamo detti “Abbiamo raggiunto il massimo”, per poi renderci conto che l’idea di “massimo” è soltanto relativa. E’ relazionata alle circostanze, ai tempi, all’imprevedibilità degli eventi, casi, circostanze, volontà … A noi stessi.

Il “massimo” non esiste. Esiste la probabilità, la possibilità che accada l’inaspettato di fronte alla nostra volontà. Tentare e ritentare. Domani andrà meglio.

Gli eventi si susseguono, nascono nuove piccole e grandi guerre, ogni giorno. Ma intanto, altre ne finiscono. Ognuno ha la sua guerra, come oggi io ho la mia.

E’ dura, ma a quarant’anni è doveroso continuare a lottare, continuare a crederci. Non c’è guerra che si vinca o si perda. Semmai si impara, si cresce, a volte ci si adegua.

Nonostante tutto, oggi è come se assistessi alla vita da una una posizione “privilegiata”.

Ogni giorno, ogni volta che assisto a cosa accade intorno a me, dico a me stesso “Voglio continuare per mia figlia, per me e perché sono curioso di vedere come andrà a finire la vita che mi circonda”.

No, non sono pazzo… So quel che sto dicendo e non augurerei mai a nessuno, nemmeno al peggiore degli esseri umani, di ammalarsi.

Mi incazzo quando però vedo alla TV spot pubblicitari che “spingono” l’utilizzo di nuove tecnologie che portano sempre più al “fare meno fatica”, per poi renderci conto che chi ha gambe e braccia buone é corretto che le usi! Corretto nei propri confronti, verso la propria persona.

Potessi, ora come ora farei il giro del mondo a piedi!

Essere in grado di rinnovarmi, dare sostanza al mio voler vivere, a modo mio. Come posso, come so fare.

“Ricominciare a vivere é stata la scelta migliore che io abbia mai fatto”, come già ho citato ne “La mia storia: 2006… Stop&Go”.

Consapevole, in questi quarant’anni, di averne passate di cotte e di crude. Rifarei tutto con rinnovata voglia, sempre.

Meglio, certamente.

Riprovare e riprovare, ancora. Senza mai accontentarmi.

Errori ne ho fatti, sì. E’ giusto che chieda scusa. A me stesso e a chi ha sempre creduto in me, a chi ci credeva.

Ho imparato la lezione più dura dalle mie stesse azioni e nella malattia. E se oggi mi diceste che “un uomo non cambia”, beh, risponderei che vi state sbagliando e ciò non è vero.

Quarant’anni sono pochi per smettere ad ambire a nuovi progetti,  per smettere di amarsi ed amare, sognare. Troppo pochi per dire “Sono stanco”.

Sono pochi per dimenticare che c’è ancora tanto da fare. E’ quando “non me la sento” il momento in cui devo dare di più.

 

Images by Freepik, Pixabay and Alessandro Baroni

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