Ricatti a “luci rosse” sul WEB: come non cadere nella trappola

Ricatti sessuali sul WEB, ricatti sessuali su Facebook o attraverso altri canali social, una piaga che sta prendendo sempre più piede.

Ho pensato di scrivere questo articolo in cui vi parlo di truffe attraverso i canali Social ed in generale attraverso il WEB, concentrandomi sui ricatti così detti “a luci rosse” dal momento che ad oggi, risulterebbero essere tra le prime tipologie di reati commessi in rete… E Troppe persone, ancora ci cascano.

In questo articolo vi racconto come riconoscere situazioni che a volte, attraverso i canali Social più diffusi e utilizzati (Facebook, ad esempio) sfociano in secondi fini, in veri e propri ricatti sessuali attraverso l’inganno via chat con l’intento di estorcere denaro.

Come avviene il tentativo di  “ricatto sessuale”

Ignobili truffatori, spesso utenti che si collegano dall’estero (sono spesso soggetti collegati dal Nord Africa, Francia e paesi dell’Est Europeo) sono “specializzati” nei ricatti a luci rosse in rete, vantandosi quasi di farlo come se fosse un vero e proprio lavoro, dei veri e propri cyber-criminali.

Accade solitamente così: una sconosciuta entra in contatto con la vittima via social, solitamente in chat privata e inizia a scambiare messaggi, porgendo comuni domande tipo “Quanti anni hai?”, “Dove vivi?” e via così.

Poi il registro della conversazione, improvvisamente cambia e l’audace bandito del WEB invita il malcapitato di turno ad una con­versazione privata via webcam e prova a convincerlo a mostrarsi in atteg­giamenti intimi.

A quel punto, se si casca nella trappola, ha inizio la parte più spiacevole della chat: l’avvenente ragazza, ovvero chi realmente sta all’altro capo della chat (Molto spesso… E’ tutt’altro che una ragazza!), ha video-registrato tutto… Ed è qui che ha inizio il vero ricatto.

Il truffatore inizia ad incalzare, minac­ciando di diffondere il video “osé”.

“Se non paghi distruggerò la tua vita” è solitamente la minaccia della del truffatore, che nel frattempo ha già scaricato una lista di amici e/o parenti a cui “potenzialmente” inviare il filmato.

Avete chiaramente a che fare con un vero e proprio ricatto a luci rosse, ovvero con uno dei purtroppo sempre più diffusi “ricatti sessuali” che avvengono accedendo al WEB.

Se siete caduti nella trappola, state comunque il più sereni possibile e mantenete la calma, ok?

E’ alquanto improbabile che il video sia poi reso pubblico attraverso canali come YouTube, dato che video a sfondo sessualmente esplicito, verrebbe bloccato quanto prima dagli amministratori del sito stesso, mentre per ciò che riguarda Facebook quasi certamente il delinquente sarà già troppo impegnato nel rivolgere il medesimo tentativo di truffa ad altre potenziali vittime.

Infatti, questo genere di truffe on-line, fanno leva sui grandi numeri.

Pertanto il truffatore più utenti riesce a contattare, più probabilmente adescherà qualche vittima che di conseguenza, presa dall’angoscia e dalla paura, pagherà la somma richiesta affinché il filmato non venga poi diffuso.

Alla vittima viene solitamente richiesto di pagare il riscatto attraverso conti Western Union.

  • Prima regola quindi, ATTENZIONE a dare confidenza – soprattutto video – a chi non si conosce. E, nel caso si rimanesse vittima di un’estorsione, denunciare sempre: la Polizia saprà cosa fare e come proteggervi.
  • Seconda regola: NON PAGATE alcuna somma e denunciate subito il reato, sia all’amministrazione del canale Social attraverso il quale il reato è stato compiuto, sia alla Polizia Postale.
  • Inoltre, bloccate immediatamente il profilo social del soggetto che vi ha minacciati e rivedete di aver settato a meglio le opzioni di controllo sulla privacy del vostro profilo social.

 

In questa trappola su Facebook, ha raccontato il Corriere della Sera in un’inchiesta firmata da Gabriele Camelo con la collaborazione di Antonio Crispino, ci cascano in molti e quasi tutti preferiscono pagare. Il consiglio della Polizia Postale è ovviamente quello di non pagare, e denunciare l’accaduto, come già accennato sopra.

ATTENZIONE! A volte utilizzano video falsi oppure tentano di “correlarvi” a reati sessuali su minori (Pedofilia)

Nel caso in cui alcune vittime si sono rifiutate di pagare ignorando minacce e ricatti da parte del criminale, quest’ultimo ha utilizzato addirittura immagini video che nulla avevano a che vedere con la vittima.

Sono stati persino utilizzati video pre-registrati in cui la vittima (il cui nome e cognome appare, il più delle volte, nel titolo del filmato) si denuda o si masturba, anche se il tutto non è mai accaduto!

Alcune volte è accaduto che in video, il cui titolo era “Nome e Cognome (della vittima) SI MASTURBA DAVANTI AD UNA BAMBINA DI 10 ANNI “.

Quindi alcuni cyber criminali hanno poi ricattato la vittima tentando di far credere quest’ultima coinvolta, ovvero protagonista, di ipotetici e fasulli reati sessuali su minori, totalmente estranei alla vittima stessa del ricatto!

Finte E-Mail e minacce da parte di YOUTUBE, GOOGLE, CIA e FBI… Non esistono!

ATTENZIONE:

ogni E-Mail che eventualmente dovesse poi pervenire alla vittima proprio dopo la triste avventura, firmate YouTube, Google, CIA, FBI o Polizia Postale sono assolutamente false. 

Cosa fare se si viene ricattati in Facebook? Qualche altro consiglio:

  • Mantenete la calma e non pagate assolutamente nulla;
  • Prendere nota di tutti i contatti possibili e rintracciabili del ricattatore: nome utente, indirizzo e-mail e foto di qualsiasi tipo. Si potrà così procedere ad una denuncia alla Polizia Postale, anche se molti utenti han già provato tale soluzione, ma inutilmente e senza nemmeno avere alcuna risposta;
  • Bloccare il truffatore su tutti i social tramite i quali vi ha contattato;
  • Segnalare il video a YouTube per nudità o contenuti osceni. YouTube non “incrimina” voi per il video, nemmeno se c’è il vostro nome e cognome. La violazione è dell’account che lo ha caricato, cioè quello del ricattatore. Nella stragrande maggioranza dei casi il video non sarà pubblico, ma “non in elenco”. Ossia soltanto chi conosce il video (cioè voi che avete il link) può vederlo. Le visualizzazioni del video saranno quindi bassissime. Con tutta probabilità solo le vostre e quelle del truffatore, che cercherà di far salire il contatore per intimorirvi. Dopo la segnalazione, YouTube rimuoverà il video nel giro di poche ore, a volte minuti.
  • Ignorare qualsiasi mail di avvertimento o minaccia, qualsiasi sia il mittente, YouTube, Google, CIA, FBI o chi che siano. A parte quella del ricattatore, sono tutte mail false per intimorirvi.

Come capire da subito se si tratta di una truffa

Diffidate di ragazze molto avvenenti e ammiccanti, sin dal momento in cui iniziano a chiedervi se abitate soli e chiedono la vostra età, ma soprattutto dal momento in cui chiedono se vi va di “far sesso on-line con webcam”.

Datemi retta, come diciamo dalle mie parti “La donna, mica la da facile“, nemmeno sul WEB!

Badate bene a come “si comportano” le immagini che visualizzate nell’altra webcam (ovvero le immagini trasmesse dal truffatore o truffatrice: se i gesti della ragazza si ripetono più volte e sempre allo stesso modo, allora trattasi di un video che nel gergo tecnico, va in loop.

Badate inoltre se ricevete messaggi mentre le mani della ragazza in video sono staccate dal pc… Quindi ponetevi delle domande.

Semplici, ma pratici suggerimenti che, mi auguro, possano salvarvi da un possibile ricatto via WEB.

 

 

 Images by Pixabay 

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